Garden Route Scuba Make Time 4 Makos

Se hai una certa età, ti ricordi cosa stavi facendo nel 1988? Probabilmente, io stavo tentando (senza successo) di seguire la moda dell’epoca. Era l’anno in cui John McClane, agente della NYPD, salvava il grattacielo Nakatomi Plaza dai terroristi (Die Hard), un coniglio di nome Roger riusciva a provare la sua innocenza (Chi ha incastrato Roger Rabbit?) e l’anno in cui venne lanciato qualcosa che avrebbe avuto delle conseguenze alcuni decenni più tardi. Il 17 luglio 1988, il canale televisivo Discovery Channel lanciò la settimana dello squalo, la Shark Week. Eccoci qui, 33 anni dopo; sebbene molti aspetti della vita sono cambiati in maniera irriconoscibile, la Shark Week resta imbattibile, come un Terminator T-1000 (in effetti questo è un riferimento del 1991, ma per me quegli anni sono un tutt’uno).

Sebbene i singoli programmi durante la Shark Week spazino da incontri condotti da celebrità, come la comparsa quest’anno di William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek) che si immerge con gli squali, agli squali che saltano nella serie Air Jaws assieme a qualche bizzarra introduzione del tipo “è possibile che si verifichi quello che si vede nei film della serie Sharknado?”, chi guarda la Shark Week potrebbe avere l’impressione che esistano solo un paio di specie di squali e che la maggior parte delle persone che lavora nel campo degli Elasmobranchi (consiglio di cercare il termine) siano solo preoccupati degli squali bianchi, di quelli tigre e dei martello. Sebbene gli squali martello maggiori e quelli smerlati siano classificati come minacciati in modo critico (CR), i grandi squali bianchi e quelli tigre sono all’estremo più sicuro dello spettro del rischio di estinzione.

Esistono circa oltre 500 diverse specie di squali, dai predatori agli spazzini a quelli che si nutrono filtrando l’acqua. Ci sono le specie che depositano le uova e quelle che partoriscono i piccoli. Gli squali si trovano sia nelle acque tropicali che in quelle dell’oceano Artico. Risiedono sia nelle acque basse costiere che in quelle più profonde dell’oceano, a centinaia di miglia dalla terraferma. Inoltre, non tutte le specie di squali sono a rischio di estinzione. Alcune, come l’incredibile Hemiscyllium ocellatum che cammina sulla terraferma, oppure l’elusivo squalo bocca grande (visto nel programma “Alien Sharks” molto seguito durante la Shark Week) sono classificate come a rischio minimo (LC) nella lista rossa della IUCN. Sfortunatamente, però, la prognosi generale per molte specie di squali è tragica. Quest’anno, alcuni studi scientifici indicano che, a partire dagli anni 70, le popolazioni degli squali oceanici sono declinate fino al 70% e che oltre 300 diverse specie di squali (e dei loro stretti cugini, razze e chimere) stanno affrontando un più alto rischio di estinzione. Alcune delle maggiori minacce sono costituite dalla perdita degli habitat e dal cambiamento climatico, ma quella più pericolosa è senz’altro lo sfruttamento eccessivo della pesca.

Una specie che è in rapido declino a causa di questo è lo squalo mako nell’Atlantico del nord. Preso di mira dalle flotte di pescherecci dalla UE e dagli USA, le loro popolazioni stanno diminuendo drammaticamente, a tal punto che le più recenti analisi scientifiche indicano che se fosse introdotto oggi un divieto sulla pesca dei mako, ci vorrebbero decenni per vedere un recupero delle loro popolazioni. Nell’Atlantico, lo sfruttamento eccessivo della pesca viene praticato da molti paesi, tra cui gli USA, gli stati membri della UE, la Cina, il Sud Africa e il Brasile. L’industria ittica è gestita attraverso la ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas), dove ogni paese può dire la sua su come dovrebbe essere gestita ogni specie ittica commercialmente pescata, inclusi gli squali mako. Sfortunatamente, basta che un paese si opponga ad una particolare misura perché ci sia un’impasse e, per troppo tempo, gli USA e la UE hanno bloccato varie misure proposte da paesi come il Canada e il Senegal per la protezione dei mako.

Alcuni paesi, come il Brasile e il Sud Africa, non hanno pubblicamente supportato né si sono opposti ad un divieto sulla pesca degli squali mako ed è questo che dovrebbe farci cautamente sperare. Da gennaio di quest’anno, 28 centri di subacquea ricreativa PADI in Sud Africa e Brasile organizzano corsi di salvaguardia degli squali per permettere ai subacquei di imparare di più sulle minacce che questi affrontano. Questi centri hanno chiesto ai subacquei di mettersi in contatto con i loro ministri per richiedere che prendano posizione sulla protezione dei mako. Da gennaio, ci sono state inviate oltre 400 foto di subacquei che supportano i mako e, in Sud Africa, l’enorme volume di subacquei che ha contattato il governo ha prodotto una risposta da parte del ministro che afferma che studieranno un modo per sostenere le misure per la protezione dei mako nell’Atlantico. Ci assicureremo che il ministro sappia che abbiamo bisogno del loro supporto alle misure e di una dichiarazione pubblica.

Se vuoi scoprire qual è la posizione del tuo paese sul problema dei mako, la Shark League – una coalizione di ONG alla quale abbiamo l’onore di partecipare anche noi – ha prodotto una utile mappa che mostra quali paesi supportano, quali ostacolano e quelli che rimangono in silenzio. Indipendentemente da che tipo di paese sia il tuo, mettiti in contatto con il tuo governo e dì loro come la pensi. Se vivi in uno stato membro della UE, è particolarmente importante che tu ti metta in contatto con il ministro del tuo paese, dal momento che la posizione della UE è principalmente quella di sostenere l’industria ittica della Spagna e del Portogallo, senza quindi riflettere il punto di vista di ogni paese. La Shark League ha sviluppato una mappa della UE utile e facile da usare dove puoi contattare i tuoi Europarlamentari con un semplice click del tuo mouse.

Per coerenza narrativa di questo blog, sento che vi ponete una domanda collettiva: “Ian, grazie per i consigli, ma in quali altri modi posso dare il mio contributo?” Bene, ci sono alcune semplici cose che potete fare e che ci aiuteranno immediatamente. Primo, abbiamo sempre bisogno di una voce globale più forte, quindi firmate la nostra petizione a favore dei mako. Potrebbe sembrare una piccola cosa e a volte le persone si chiedono se una petizione abbia qualche valore. Posso dire con certezza che ce l’ha! Quante più persone ci appoggiano, tanto più potremo far sentire la voce di tutti voi quando vi rappresentiamo al tavolo delle negoziazioni. Il vostro supporto è fondamentale. E se ci avete già supportato attraverso tutti questi modi? Allora ecco un’altra buona notizia per voi. La PADI AWARE Foundation™ sta espandendo il nostro lavoro sugli squali e abbiamo in programma di lanciare un entusiasmante progetto di Citizen science per quando arriveremo alla Shark Week numero 34. Sebbene ci rendiamo conto che, per molte persone, la situazione globale attuale sia difficile, non potremmo funzionare senza il vostro generoso supporto. Se potete donare un qualsiasi ammontare, non importa quanto piccolo, allora saremo in grado di continuare il nostro lavoro di protezione di queste specie magnifiche ed importanti. Con una pressione sufficiente e il vostro supporto, speriamo di poter assicurare che, quando la Shark Week celebrerà il suo prossimo 33° anniversario, ci saranno ancora squali mako nell’Atlantico.


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